Per forza o per amore?

Per forza o per amore?

LUISA MURARO
17/04/20
 
Assedio rosso n. 3" (1956) Carla Accardi
Assedio rosso n. 3" (1956) Carla Accardi

Lo spettacolo della forza ci pervade, ma non tutto il mondo è consegnato alla logica dei rapporti di forza. In una società sempre più segnata dalla presenza femminile, sotto il cielo della politica c'è dell'altro, che la cultura laica stenta a vedere e che possiamo vedere solo sottraendo lo sguardo alla seduzione della forza. E' da qui che comincia un altro mondo possibile.

Lo spettacolo della forza è letteralmente impressionante e qualche volta spaventoso: si imprime a tutti i livelli, fino ai nervi e ai muscoli. La legge del più forte, quando la vediamo all'opera, ci entra nella mente e sbaraglia i ragionamenti. C'è poco da fare. Ma, forse, c'è da dire almeno una cosa e cioè che questo vale più per gli uomini che per le donne. Lo dico sapendo di andare vicina ad uno stereotipo sessista che personalmente detesto. Lo dico lo stesso, per uno scopo molto preciso e cioè che si cominci a fare un qualche uso pensante delle nostre differenze. Nel tremendo frangente storico in cui ci troviamo, tutte e tutti siamo impressionati dallo spettacolo della forza che schiaccia gli inermi, e moralmente abbattuti dal trionfo della legge del più forte. Ma questo non vuol dire che tutti facciamo il passo ulteriore (e a mio giudizio, catastrofico) di prendere la legge del più forte come criterio politico definitivo, al quale si potrebbe opporre unicamente l'utopia di un mondo pacificato, in cui il lupo e l'agnello bevono alla stessa fonte. No. Ci sono alcuni e, fra le donne, molte, che conoscono l'esistenza di un altro passaggio.

Un esempio del contrasto di posizione fra donne e uomini, lo dà lo scambio tra Ida Dominijanni e Mario Tronti, Che fare dell'Occidente (il manifesto di venerdì 11 aprile). C'è un punto in cui lo scambio si arresta e «lei» dice: «Non sono d'accordo». Non è d'accordo che lo strapotere Usa possa e debba essere fermato solo con l'uso di un potere uguale e contrario, non è d'accordo che tutto il resto che abbiamo visto in queste settimane (manifestazioni, bandiere, mobilitazione mondiale) sia da considerare impotente e già sconfitto. Ecco, se in quel punto d'arresto anche «lui» si fosse fermato e avesse ascoltato l'altra, avrebbe visto davanti a sé una persona che non era tutta invasa dalla legge del più forte, e lo scambio fra i due poteva ripartire di nuovo, in un orizzonte più grande, non più interamente occupato dalla logica dei rapporti di forza. Tu, gli chiede alla fine lei, dovendo appellarti a una figura filosofica della filosofia occidentale, chi sceglieresti? Risposta: per superare questa frattura - tra lavoro sporco della guerra, leggi Usa, e il lusso della pace, leggi Europa, tra guerra e politica - tanto vale ripartire da Hegel. 

Sugli "women's studies'' Marzo '96

Questione di naso, occhio e orecchio

Negli Usa gli "women's studies" alimentano e circoscrivono la cultura femminista. Per produrre e trasmettere il sapere della differenza sessuale è opportuno istituirli anche in Italia?

 

LUISA MURARO
25 mar 1996

Carla Accardi - Triplice tenda (1969-1971)

Carla Accardi, Triplice tenda (1969-1971)
Vernice su Sicofoil, telaio in Plexiglas. Veduta dell'installazione alla retrospettiva del centenario (Palazzo Esposizioni Roma).

 

Negli Usa gli "women's studies" alimentano e circoscrivono la cultura femminista. Per produrre e trasmettere il sapere della differenza sessuale è opportuno istituirli anche in Italia?

LUISA MURARO 

25 mar 1996

Paestum: La politica è qui di Ida Dominijanni

La politica è qui

di Ida Dominijanni (il manifesto, 8 ottobre 2012)

Altro che antipolitica: all’ombra delle rovine di Paestum, tracce parlanti del tempo che alla polis diede origine, quello che si respira è un inequivocabile e dichiarato desiderio di politica. Altro che rottamazione: fra le ottocento e più femministe di ogni età convenute da ogni dove il conflitto generazionale, quando c’è, si gioca in presenza, guardandosi negli occhi, incontrandosi e scontrandosi, ascoltandosi e modificandosi a vicenda. Altro che sprechi: ospitalità generosa e contribuzione condivisa danno corpo a un’economia della cura che vive e consente di vivere nelle pieghe della crisi di civiltà.

 

(l'intervento di Lia Cigarini, tra le promotrici del Convegno)

 

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LA SIGNORA DEL GIOCO

 

Lia Cigarini, 

una signora del gioco


Protagonista del pensiero della differenza italiano, se ne va a 89 anni

di IDA DOMINIJANNI


II Da alcuni anni in qua, alle piccole e deliziose ossessioni che la caratterizzavano Lia Cigarini aveva aggiunto l’invito ricorrente a scrivere autobiografie femministe. Altrimenti, diceva, poco o niente resterà di noi, salvo un pensiero astratto consegnato a una saggistica per poche, laddove solo la narrativa può restituire a tante i mille piani, i colori e i sapori di quella straordinaria avventura esistenziale e politica, personale e collettiva che abbiamo avuto la fortuna di vivere e che va sotto il nome approssimativo di «femminismo».

LEI STESSA si doleva di aver raccontato molto di sé, e del rapporto fra dimensione del sé e dimensione della politica e della storia, nei primi anni del movimento, e troppo poco in seguito. Aveva ragione, come sempre del resto. Infatti come restituire, oggi che lei se n’è andata senza lasciarci un’autobiografia, i mille piani della sua vita? Come scrivere l’essenziale che lei non affidava alla scrittura, bensì allo scambio di parola faccia a faccia, alle relazioni in carne e ossa, al realismo della pratica? Come descrivere la sua figura asciutta ed elegante, il sorriso aperto e ironico, la sigaretta che chiudeva ogni pasto prima della frutta quando lei si alzava dal tavolo e si sdraiava su un divano? E come dire della sua grandezza politica, di quella sua aura che per tante di noi ha fatto da bussola per decenni, in un mondo senza bussole e pieno di idoli senz’aura? Meglio seguire la scia luminosa dei ricordi.

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Amica Nostra Angela

 

 

Amica Nostra Angela

Un documentario di Nadia Pizzuti

Ritratto a più voci della filosofa napoletana Angela Putino

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In processione vanno

 

In processione vanno.

Tiziana Bruccarella legge

Maria Schiavo.

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