Cicl.in.prop. Lecce - Viale degli Studenti, 1

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Invasero le strade ovunque le studentesse nel '75, in maniera imponente a Roma come a Napoli e anche a Lecce. Per prime quelle delle ''scuole femminili'' . Si mossero con la loro specificità ma affermando un punto di vista generale sullo studio, sviluppando una critica di merito ai percorsi ''professionalizzanti'', soprattutto al sud destinati a concludersi con la disoccupazione o con la condanna alla casalinghità.  ''Scuole ghetto'' retaggio dei ruoli e strumento di svuotamento rispetto alla prospettiva ricercata di reale accesso agli studi, al futuro.

 

Nelle scuole erano sole con l'eccezione di uno dei due Licei Scientifici, il De Giorgi, dove c'era una docente, Primavera Re, donna comunista e dell'Udi, amatissima dalle sue alunne, che comprese e si offrì quale punto di riferimento per gli aspetti storici e di contenuto dello studio, dei diritti e relativamente all'introduzione dell'educazione sessuale, alla diffusione della contraccezione e all'aborto.

Le ragazze delle scuole cominciarono ad incontrarsi a livello cittadino, per prime quelle delle scuole femminili e poi loro con le altre, negli ''Attivi'' organizativi di lotte, manifestazioni ed occupazioni. Non c'era ancora una sede autonoma, Viale degli Studenti,1 è un indirizzo generico sul lungo viale:  bellissimo il nome, traccia delle moltitudini affluite dalla provincia e dalla città, quando la Scuola aprì le porte a tutti e a tutte  (oggi, non si sa perchè, modificato in un generico ''Viale dell'Università'') .c Al n° 1 c'era l'Università che offriva le sue aule per le riunioni, ''storica'' l'aula 6 di Palazzo Casto.

Poi c'erano le sedi della sinistra giovanile, come quella del Movimento Studentesco, nel centro storico, o semplicemente i luoghi di ritrovo del centro.

Un volantino dell'istituto Tecnico Femminile, firmato Collettivo Femminista, il primissimo nato nelle scuole, riporta la sigla ''cicl.in pro. Piazza Mazzini'' ... sarà stato l'angolo a sinistra? o nei pressi della fontana? Il femminismo era nell'aria, si respirava nei capannelli che si formavano davanti alle scuole, nei luoghi d'incontro, correva nelle lunghissime telefonate tra amiche, era voglia di cambiare il mondo delle donne, riferimento per le scelte che si fanno a quell'età e ci soccorreva quando le prime delusioni, gli scacchi e le rotture, ci mettevano davanti all'evidenza che si, proprio delle nostre stesse vite stavamo parlando.

 


''Meta' del cielo''

giornalino ciclostilato delle donne del Movimento Studentesco,
abbiamo solo il n°4,
gli altri sono andati perduti ... ma non disperiamo!

 


nel video: Que vivan los estudiantes! di Violeta Parra

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