Aborto

Libertà di scelta di Francesca Izzo

5 Marzo 2024
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Libertà di scelta non equivale a diritto

 

 

 

 

 

 

di Francesca Izzo

 

Aborto: riflessione sui dati al 16 giugno 2022

Aborto: tutto quello che la Relazione non dice

 

La relazione del Ministero della Salute sull’attuazione della legge sull’aborto purtroppo serve a poco. Non sono utili i dati chiusi che non includono le informazioni necessarie per comprendere la reale qualità del servizio.

Come denunciato dalla campagna #DatiBeneComune quella del Ministero non è una modalità adeguata per una pubblica amministrazione. Basterebbe leggere e attenersi alle “Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico” del Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad).

Inoltre, non serve a molto ogni anno una nuova puntigliosa profilazione delle donne che accedono al servizio se poi il tema dell’obiezione di coscienza del personale medico, delle tempistiche e del funzionamento dei consultori non viene adeguatamente studiato e approfondito.

7 giugno 1977: il ''voto nero'' sull'aborto

IL VOTO NERO

Nel mese di giugno del 1977 la legge 194, approvata alla Camera  il 21 gennaio, arriva al Senato che ne discute una prima volta il 3 e successivamente il 7. Si oppongono la DC, il MSI e altre forze principalmente sul tema dell'autodeterminazione e della libertà di scelta autonoma della donna. Il 7 il Senato approva la pregiudiziale di incostituzionalità presentata da DC e MSI a cui si aggiungono dei ''franchi tiratori'' decidendo di non prenderne neanche in esame i singoli articoli e di rimandare la legge alla Camera.

Immediata, poche ore dopo, e vastissima, la presa di parola delle donne in molte città, contro quello che viene chiamato ''voto nero'' a cui segue, rapidamente, il tam-tam per la convocazione di una manifestazione nazionale.

 

Roma 10 giugno 1977   - Foto Mimmo Frassineti 


 
Aperta dal CRAC, Comitato Romano Aborto e Contraccezione, riferimento di una rete che comprende numerosissimi collettivi femministi attivi in tutta Italia, dal Nord al Sud, isole comprese quel corteo è destinato a restare storico. per forza di reazione e contenuti di Politica della Donne.
I collettivi femministi spingono per ottenere il Referendum, per cui erano state già raccolte le firme, che abroghi le norme fasciste ancora in vigore.
Presente anche l'UDI, Unione Donne Italiane, organizzazione nazionale delle donne comuniste e del PCI, con numerosi circoli locali, favorevoli a una legge che riconoscesse la libertà di scelta. Su questo tema c'era stato precedentemente lo strappo anche con il PCI che aveva  proposto una ''casistica'' e il parere di una commissione a cui sottoporre la volontà delle donne.

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194: il trucco per aggirarla - 15 Gennaio 2006

194, il trucco per aggirarla

Nessuno lo dice, ma l’obiettivo finale dell’offensiva della destra è proprio quello di cancellare la legislazione sull’aborto. Anche Casini smentisce l’intento, ma poi rispunta l’idea del controllo dei consultori


 

Bianca la Monica*

Aborto: le mani della destra sulla libertà delle donne: di Cecilia D'Elia

Aborto, le mani della destra sulla libertà delle donne

Stiamo parlando di una questione che è il cuore dell’oppressione patriarcale. Il controllo del corpo delle donne da parte di un potere altro da loro: storicamente ha preso le forme del controllo maritale, del controllo medico, di quello della legge.

EDITORIALI - di Cecilia D'Elia -  Senatrice del Partito Democratico - 25 Aprile 2024

 

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