ALBA LA PASIONARIA

«Le parole non contano/ noi preferiamo le cose». Sono due versi di Alba De Céspedes dalla raccolta di poesie, Le ragazze di maggio, riproposte ora negli Oscar Mondadori (208 pagine, 12 euro). Era così esaltata, Alba, di quanto stava accadendo nelle strade di Parigi in quel maggio del 1968, che non le importava se le protagoniste delle rivolte e di quei versi mettevano in discussione le sue amate “parole” in nome delle “cose”. Ci sono momenti in cui le parole tacciono e in primo piano vengono i fatti. «Non facevo altro che seguire ciò che accadeva intorno a me» racconta in una nota al libro. «Mi recavo alla Sorbona, all’Odéon, assistevo ai dibattiti, alle riunioni, e lì come nelle strade devastate, disselciate, ingombre di automobili carbonizzate e puzzolenti di gas, incontravo i giovani rivoluzionari, li interrogavo, li spingevo a parlare». Ma lei resta comunque una scrittrice e, tornata a casa, sente il bisogno di creare qualcosa su quei fatti straordinari. Con le parole. Lei ama le rivoluzioni e le donne. Per questo nelle sue poesie dà la parola alle ragazze. Anche lei è stata una rivoluzionaria. Una decina di anni prima, per Cuba, non aveva avuto esitazione a schierarsi con Fidel Castro e Che Guevara, quegli eroi di cui adesso i giovani francesi sventolavano le immagini. Non ha battuto ciglio quando tutti i beni ereditati dalla famiglia (cubana) sono stati confiscati e distribuiti fra il popolo. Ha accettato con allegria di diventare povera, perché quel che conta è che tutti i bambini possano andare a scuola e che la gente abbia un tetto sopra la testa.

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Dialoghi delle Carmelitane - Emma Dante

 

Dialogues des Carmélites (2022)

 

190 min
Dialoghi delle Carmelitane
Opera in tre atti e dodici quadri di Francis Poulenc dal dramma teatrale di Georges Bernanos.
Orchestra e Coro del Teatro dell'Opera di Roma diretti da Michele Mariotti
 

 con la regia teatrale di Emma Dante.
Regia tv Barbara Napolitano.

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1987 - La carta delle donne è tutta da giocare

 

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Vi interpelliamo: per conoscere le vostre opinioni e per costruire insieme le nostre proposte e sviluppare le nostre battaglie.

SCHEDA N. 1 LA PACE

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1915 Congresso internazionale donne per la pace

CONGRESSO INTERNAZIONALE DELLE DONNE PER LA PACE
Dal 28 aprile al 1 maggio 1915 all’Aja
di Daniela Pia

«Noi, le donne del mondo, vediamo con apprensione e angoscia la situazione presente in Europa che rischia di coinvolgere l’intero continente, se non l’intero mondo, nei disastri e negli orrori della guerra. In questa terribile ora, quando il destino dell’Europa dipende da decisioni che noi donne non abbiamo il potere di formare, noi – assumendo le responsabilità che ci vengono dall’essere madri delle generazioni future – non possiamo rimanere passive. Benché siamo sul piano politico prive di potere, richiamiamo con forza i governi e coloro che questo potere detengono nei nostri differenti Paesi ad allontanare il pericolo di una catastrofe che non avrà paragone.

In nessuno dei Paesi immediatamente coinvolti nella minaccia della guerra le donne hanno il potere diretto di controllare i destini del loro Paese. Esse si trovano sul margine di una posizione pressoché insostenibile

Lidia Campagnano per "Le altre"

La prefazione di Lidia Campagnano per "Le altre" di Rossana Rossanda

Rossana Rossanda

 

Il rapporto di Rossanda col femminismo, esplicitato per la prima volta in queste pagine, rimarrà come una filigrana in tutti i suoi testi successivi e gli incontri, i dibattiti, gli scambi  con tante fra noi si moltiplicheranno fino alla fine dei suoi giorni. Nei quali amava intrattenersi su questioni grandi come montagne: anche per lei l'orizzonte del mondo si ampliava come questione del pianeta (senza perdere con ciò il carattere di questione sociale, questione del capitalismo) e come questione della possibilità o meno di un futuro. Riteneva con ragione che le "sue" donne non avessero ricucito "quella tela lacerata che siamo diventati", né avessero trovato rimedio alla "tormentosa incapacità di lavorare insieme", e allude al lavoro politico. Tuttavia erano perennemente in movimento in tutto il mondo, perennemente in prima linea ovunque si volesse più libertà e più uguaglianza. E altro ancora. Il pane e le rose, insomma: come nella canzone che chiuse  l'ultima puntata del suo programma radiofonico. Canzone di donne e canzone operaia.

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