IL SENSO DELLA MIA RICERCA

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IL SENSO DELLA MIA RICERCA

Luisa Muraro
12 febbraio 2000

La mia fortuna è stato il femminismo. Quando, a sei anni, mi diedero un banco a scuola, un po' di carta e una matita, imparare a scrivere era un desiderio che avevo già da uno o due anni. Da quel momento diventò la mia occupazione principale. Ma, per essere una scrittrice, mi difettava il coraggio delle mie idee e, per finire, cominciarono a mancarmi anche le idee. Ho trovato queste e quello con il femminismo: la rottura operata dal femminismo nella tradizione patriarcale, insieme alla pratica della relazione fra donne, mi ha reso forte, intelligente e allegra. La mia scrittura filosofica non è di una qualità eccelsa, ma questo non è un problema, perché alle mie deficienze hanno continuato a rimediare le lettrici.

   
Il mio sogno sarebbe di essere, in filosofia, il corrispondente di quello che sono, in letteratura, le scrittrici di romanzi rosa, autrici di testi mediocri quanto a scrittura ma eccelsi nella ricezione delle lettrici. Qualcosa di simile è accaduto anche ai miei scritti politici e filosofici. Oltre a questa fortuna, ho avuto quella d'incontrare alcune donne dotate delle qualità che a me scarseggiavano - penso specialmente alla Libreria delle donne di Milano, a Diotima di Verona e a Duoda di Barcellona (Spagna) - così che, insieme a loro, ho potuto fare, pensare e scrivere cose che so bene essere grandi, senza farmi problemi di falsa/vera modestia, poiché di me si tratta solo in parte minore.

 

Luisa Muraro
12 febbraio 2000

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